domenica 17 febbraio 2019

Talmente libero ...

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Ancora un appuntamento con i pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
Si vede davvero, anche se il Vangelo non lo racconta, che Giuseppe e Maria avevano anch'essi accettato il sacrificio di Abramo: "Dammi tuo figlio". Ed è per questo che Gesù era libero, talmente libero da restare lontano da loro per tre giorni.
Talmente libero da restare più tardi tre giorni nel ventre della terra.
Non temere quando Dio ti chiama ma non temere nemmeno quando Lui tace.
Non temere quando ti chiede di compiere un'opera ma non temere nemmeno quando te la richiede.
Non temere se ti dà lo sposo ma non temere se non te lo dà.
Dio è più grande della sua chiamata.
Dio è più grande del bene che facciamo.
Ciò che conta è camminare alla sua presenza ed essere certi nella fede che è Lui che ci conduce.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 60; 17 febbraio - Ci conduce)

domenica 10 febbraio 2019

Ama e fa' ciò che vuoi

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Un nuovo appuntamento con i pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
Non preoccuparti, fratello, di che cosa fare; preoccupati di amare. Non interrogare più il Cielo con ripetuti ed inutili "Qual è la mia strada?"; studiati invece di amare.
Amando, scoprirai la tua strada; amando ascolterai la Voce; amando, troverai la pace. È l'amore la perfezione della legge e la regola di ogni vita, la soluzione di ogni problema, lo stimolo di ogni santità.
Ama, e fa' ciò che vuoi.
No, non è più possibile fare ciò che voglio quando amo. Quando amo devo fare la volontà dell'amato. Quando amo sono prigioniero dell'amore; e l'amore è tremendo nelle sue esigenze, specie quando questo amore ha per questo amore ha per oggetto Dio e un Dio crocifisso. Non posso più fare la volontà mia; devo fare la volontà di Gesù, che è volontà del Padre.
E quando avrò imparato a fare  questa volontà, avrò realizzato pienamente la mia vocazione sulla terra.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 57; 14 febbraio - Nella sua volontà)

martedì 5 febbraio 2019

La pace è servita!

Sabato 9 febbraio la Festa Diocesana della Pace

Nel messaggio per la giornata mondiale della pace, ‘La buona politica è al servizio della pace’, papa Francesco invita ad essere ‘artigiani’ della pace. Ma cosa vuol dire? Dice il papa “Ognuno può apportare la propria pietra alla costruzione della casa comune. La vita politica autentica, che si fonda sul diritto e su un dialogo leale tra i soggetti, si rinnova con la convinzione che ogni donna, ogni uomo e ogni generazione racchiudono in sé una promessa che può sprigionare nuove energie relazionali, intellettuali, culturali e spirituali. Una tale fiducia non è mai facile da vivere perché le relazioni umane sono complesse... Oggi più che mai, le nostre società necessitano di ‘artigiani della pace’ che possano essere messaggeri e testimoni autentici di Dio Padre che vuole il bene e la felicità della famiglia umana”.
L'Azione Cattolica diocesana prova allora a rispondere invitando i ragazzi dei gruppi parrocchiali con i loro genitori e tutti i giovani e gli adulti dell'associazione e non, alla Festa della Pace 2019 secondo lo slogan 'La pace è servita', organizzata a partire dalle ore 15:30 presso il Convento dei Cappuccini di Recanati. Proprio per questo, all’inizio della manifestazione sarà presentato il progetto di solidarietà, che porterà i ragazzi in vari Paesi del pianeta, dove, attraverso il sostegno alla campagna ‘Abbiamo riso per una cosa seria’, promossa da FOCSIV, si impegneranno a conoscere le situazioni ed a sostenere progetti che promuovono l’agricoltura familiare, un atto concreto di vicinanza ai contadini del nord e del sud del mondo, contro lo sfruttamento del lavoro minorile e del territorio.
Facendo poi proprio l'invito del papa e soprattutto spronati dalle sue parole affidate alla chiesa con la lettera enciclica "Laudato Si", siamo così tutti invitati a vivere un momento di gioco e di riflessione, convinti, così come ci insegna sempre papa Francesco, che “Insieme, bambini, ragazzi, giovani e adulti, possiamo fare qualcosa per cambiare le cose, partendo dal rispetto del cibo sulle nostre tavole, evitando gli sprechi, ma anche scegliendo con cura alimenti che non provengano da filiere non controllate e non siano prodotti dallo sfruttamento dei lavoratori”.
Mentre i ragazzi saranno impegnati a ‘studiare’ con il gioco ed il racconto il consumo del cibo nel mondo per comprendere lo squilibrio che esiste nella disponibilità di cibo del mondo, provando quindi a fare qualcosa per cambiare lo status quo: insieme, bambini, ragazzi, giovani e adulti, possiamo fare qualcosa per cambiare le cose, partendo dal rispetto del cibo sulle nostre tavole, evitando gli sprechi, ma anche scegliendo con cura alimenti che non provengano da filiere non controllate e non siano prodotti dallo sfruttamento dei lavoratori.
Un ‘gioco’ analogo sarà proposto ai genitori, che partendo dalla riflessione di papa Francesco nell’enciclica ‘Laudato sì’ (‘Dimentichiamo che noi stessi siamo terra. Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora’), riflettono sul tema del consumismo attraverso un gioco sull’ ‘impronta ecologica’, che è un indicatore utilizzato per valutare il nostro consumo di risorse naturali rispetto alla capacità della terra di rigenerarle, guidati dalle sollecitazioni di Stefano Della Ceca, presidente del CiSei (Centro Sperimentale di Educazione Interculturale) e Vanni Borsella, rappresentante del Commercio Equo e Solidale.
In questo modo l’Azione Cattolica Italiana diocesana vuole stimolare alla ‘presa di coscienza’ perchè “difendere la libertà, l'autonomia e la possibilità di vivere una vita piena e buona significa ritagliare nell'indifferenza e nella cattiveria che rischiano di sopraffarci spazi di responsabilità e di dignità. Facendoci carico di questo impegno personale (anche se piccolo, a misura di ogni età) potremo dire che almeno per oggi, anche solo per un breve ma importante momento: La pace è servita”>br/> Insomma il tentativo sarà quello di pensare insieme come essere costruttori di pace, nel concreto della vita quotidiana, nelle piccole e grandi scelte che compiamo ogni giorno.
Le attività dei ragazzi e la riflessione proposta ai giovani ed agli adulti presenti si concluderanno con una preghiera conclusiva insieme al vescovo della diocesi, mons. Nazzareno Marconi e la merenda finale.

lunedì 4 febbraio 2019

Vieni con me

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Ancora un appuntamento con i pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
La chiamata di Dio è una cosa misteriosa, perché avviene nel buio della fede.
In più essa ha una voce sì tenue sì discreta, che impegna tutto il silenzio interiore per essere captata.
Eppure nulla è così decisivo e sconvolgente per un uomo sulla terra, nulla più sicuro e più forte. Tale chiamata è continua: Dio chiama sempre!
Ma ci sono momenti caratteristici di questo appello divino, momenti che noi segniamo sul nostro taccuino e che non dimentichiamo più.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 44; 1 febbraio - Vieni con me)

domenica 27 gennaio 2019

Chi rimane con Lui?

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Un nuovo appuntamento settimanale con i pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
Gesù, come noi, non poteva certo essere contento che le cose andassero male, che la verità venisse concussa, che gli innocenti soffrissero, che il male potesse trionfare, che gli affamati restassero affamati e che gli schiavi restassero schiavi. [...]
Chi si attendeva da Lui una missione politica divenuta folgorante e vincitrice con l'introduzione del miracolo negli ingranaggi delle cose normali e al di fuori delle leggi naturali e la fatica quotidiana, si disilluse e lo abbandonò.
Lo abbandonarono i potenti che volevano servirsi della religione e del Messia per consolidare il loro potere. Lo abbandonarono i perseguitati che non volevano più essere perseguitati e i sofferenti che volevano vendicari di chi li faceva soffrire.
Con Lui rimasero i poveri che accettavano di essere poveri, i perseguitati che non volevano perseguitare, i piangenti che capivano il perché del pianto e intravedevano nelle lacrime il mistero del Cristo e la novità delle Beatitudini da Lui predicate.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 39; 28 gennaio - Chi rimane con Lui)

domenica 20 gennaio 2019

Il nostro futuro

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

L'appuntamento settimanale con i pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
Il Regno di Dio è il progetto finale del'Assoluto, il fine della creazione, il futuro dell'uomo, la risposta ai suoi perché,lo svelarsi d tutti i misteri.
Il Regno di Dio è il nostro futuro: il cielo e la terra sono il suo spazio, il visibile e l'invisibile la sua realtà in divenire, Dio e l'uomo i suoi realizzatori. Il Regno di Dio è al centro del cuore di Dio, è al centro della coscienzadell'uomo.
Per i poveri, i piccoli, gli oppressi è estremamente comprensibile; per i ricchi, i sazi, i gaudenti, è misterioso e non cercato.
L'orgoglio, che è l'idolatria, non lo crede, ma in esso inciampa continuamente perché è sul sentiero di tutti. Ciò che fa inciampare è sempre un idolo con cui si scontra l'orgoglio e di lui la Parola si beffa dicendo cha ha gli occhi ma non vede, ha le mani ma non palpa, ha i piedi e non cammina.
Dio solo è!
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 30; 19 gennaio - Il nostro futuro)

domenica 13 gennaio 2019

Il passato è passato

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Un nuovo pensiero di Carlo Carretto, tratto dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
Il passato è passato e non torna.
Anche se sono stati necessari duemila anni perché il Vangelo incominciasse  a entrare nelle dure cervici di uomini fattisi cristiani ma rimasti alla circoncisione, qualcosa si fa strada. [...]
La violenza di Mosé, che è il Vecchio Testamento, non ha più niente a che vedere con la non violenza di Gesù che ha instaurato il Nuovo.
La politica dell'antico stato teocratico, vissuta anche da noi nel Medioevo, dove fede e cultura, fede e politica erano una cosa sola, è stata definitivamente superata dal Vangelo maturato specie in questi ultimi tempi.
Il giudaismo degli antichi è oscurato dalla carità che sta conquistando i cuori.
I razzismi inconfessati delle caste sono stati polverizzati dal senso dell'uguaglianza annuniata e realizzata nella soctruzione del Regno.
Ed anche per la donna c'è del nuovo, leggete bene.
Aprite gli occhi ai segni dei tempi e vi accorgerete del pericolo di farvi superare dall realtà che da tempo bussa alle porte.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 24; 13 gennaio - Qualcosa di nuovo si fa strada)