domenica 11 novembre 2018

Il viaggio dell'esodo

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
Il viaggio è lungo e si chiama esodo.
E l'esodo è il cammino che fa l'uomo per imparare nell'esperienza i gusti di Dio.
È la scuola di Dio, è l'apprendistato al Regno, è la maturazione del figlio a divenire come il Padre.
Tutta la vita è un esodo.
È molto più lungo del tempo del tempo trascorso sotto il sole e su questa terra ... molto più lungo.
L'esodo, per l'uomo, comprende spazi molto più vasti.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 334; 5 novembre - Il vero deserto)

sabato 10 novembre 2018

Il potere delle parole

Una riflessione sul Cantico dei Cantici all'università

In una sala gremita non solo di studenti, giovedì 8 novembre, alle ore 16:00, presso l’Aula A del dipartimento di economia e diritto dell’università di Macerata in piazza Strambi, il poeta Andrea Ponso (laureato in teoria della letteratura a Padova, ha conseguito un dottorato di ricerca in lingue e letteratura comparate presso l’Università di Macerata e di Lille; attualmente oltre ad insegnare si occupa tra l’altro di traduzione di testi biblici dall’ebraico, e poetici dal francese e dall’inglese), autore della recente nuova traduzione dall’ebraico del Cantico dei Cantici, ha dialogato con il prof. Marcello La Matina (Docente di Filosofia e Teoria dei Linguaggi all’università di Macerata) sul tema “Linguaggi, eros e traduzione”.
Non una lezione cattedratica, secondo le intenzioni dei protagonisti, (vedi la registrazione della prima parte - vedi la seconda parte) ma una riflessione condivisa sul rischio di ridurre l’opera del traduttore ad un “tradimento” del testo originario e sul valore e sul potere mai diminuito della “parola”, anche nell’attuale civiltà dell’immagine. Una conversazione affascinante che, nel lanciare all’uditorio stimolanti indizi per una più profonda ricerca personale su uno dei testi più intensi della Bibbia, ha mostrato, secondo le parole dell’autore, la necessità per chi si avvicina a queste opere di “lasciarsi inondare dal testo, lasciarsi spogliare e disumanizzare, … così … come il Cantico insegna che amore è come morte, che per amare si muore a se stessi, vivendo nell’altro, per l’altro, dell’altro”.

domenica 4 novembre 2018

Non temete

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.

Gesù, il primogenito Figlio.
Il primo risorto dai morti.
E lui che, essendo passato vittorioso nel mondo, e aver pagato il prezzo della vittoria, si rivolge a noi dicendoci "Non temete. Io ho vinto il mondo". Ciò che è capitato nella notte della Risurrezione d'ora innanzi ci riguarda personalmente.
E stato il vero "passaggio" di tutta l'umanità nel Cristo, capo del Corpo che è la Chiesa e principio di tutti i salvati.
Ciò significa che Dio è Dio, che la vita continua, e che c'è una spiegazione a tutte le cose, anche le più incomprensibili o apparentemente scandalose. Significa che l'uomo è eterno e che la morte che gli ha fatto prima tanta paura, dominando dolorosamente la sua esistenza, ora è lì, spiegata, compresa capita, vinta.
Adesso posso ridere, ridere anche della mia paura di prima.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 331; 2 novembre - Io ho vinto il mondo)

giovedì 1 novembre 2018

Santo: faccio quel che sono!

Un augurio a ciascuno nella solennità di Ognisanti

Scrive il teologo luterano André Birmelé che, mentre nella logica "del mondo" io "sono quel che faccio", cioé se sono riuscito a salire diversi scalini professionali è sulla base del mio "fare" di ciò che ho prodotto e realizzato, per il Vangelo vi un'inversione dei verbi "fare" ed "essere". Secondo la fede cristiana non sono più ciò che faccio, ma "faccio quel che sono". 
Ecco, potremmo dire che i santi hanno capito a fondo questo concetto! Tanti auguri quindi a tutti noi che oggi scopriamo come "Ci piacciono i santi perché c'hanno lo specchio" (di Giovanni Scifoni).

domenica 28 ottobre 2018

Mi basta ciò che vedo

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
No, io non chiederò altro segno. Mi bastano le cose che vedo. Non si chiede alla propria madre il biglietto da visita, uscendo dall'utero. Non ha bisogno di presentarsi a me mia madre, per spiegarmi chi era prima di me.
Così non chiedo nessun segno al mio Dio, presente nella sua creazione, immanente nelle cose e pur trascendente ad esse.
Semmai attenderò i suoi segni che non mi mancheranno per giudicare la mia ricerca, tenendo a mente una cosa molto importante, una specie di sine qua non nel rapporto col Trascendente: "se non diventerete come dei bambini non entrerete nel Regno".
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 322; 25 ottobre - Mi basta ciò che vedo)

domenica 21 ottobre 2018

Saziare la nostra sete

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
La chiamata di Dio è continua: Egli chiama sempre!
Ma ci sono dei momenti caratteristici di questo appello divino, momento che noi segniamo nella memoria o sul tacuino e che non dimentichiamo più.[...]
La vocazione per l'uomo sulla terra è un momento di luce, è un improvviso chiarore nella notte, uno squarcio nella nebbia, una stella fra le nubi, il faro sul mare in tempesta.
Dopo la sua apparizione si sa da che parte andare. C'è qualcuno che si preoccupa di sapere il modo con cui il Signore parlò ad Abramo o a san Francesco. Vana preoccupazione: tanto non se ne saprà mai nulla. Dio appare a ciascuno secondo il modo adatto per far capire quel che vuole, e a Lui non mancano i mezzi. A Maria apparve con la figura dell'angelo, a Giuseppe parlò in sogno, a Mosé apparve nella fiamma inestinguibile, a Elia come brezza dolcissima dietro le spalle.
Ciò che conta è che parli, e che l'anima ascolti, capisca. [...]
La nostra fede poggia sulla certezza che Dio ci cerca, che rompe per primo il nostro isolamento per condurci là dove Lui vuole, per creare la nostra felicità, realizzare il nostro fine, saziare la nostra sete.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 316; 19 ottobre - Essere amato)

domenica 14 ottobre 2018

La beatitudine della povertà

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

L'appuntamento settimanale con la rubrica dedicata ai pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.

Cosa intendeva Gesù proponendoci la beatitudine della povertà? [...]
La risposta non è così facile, e più ci si ingolfa nella casistica, più si sente la retorica delle parole, più si ascoltano i fanatici che vorrebbero tutto rovesciare, più si torna a casa scontenti e senza pace. Il fatto è che sbagliamo strada e voremmo ottenere il frutto senza badare all'albero su cui deve nascere. La povertà, la divina povertà, sposa bella di Francesco è un frutto dolce e maturo, non la risposta a un problema. Ed è un frutto dolce che nasce su un albero ricettacolo di tutte le dolcezze: l'albero dell'amore.
E l'albero dell'amore non è l'albero della giustizia sociale (sovente lo è anche, ma non sempre), o l'albero della filantropia, o peggio ancora l'albero della testimonianza orgogliosa di chi vuol dimostrare di essereil migliore o il più generoso degli altri. L'albero dell'amore e l'albero dell'amore, e solo chi ama lo può capire e vivere la povertà evangelica.
Senza l'amore la povertà è una mutilazione, non una beatitudine. [...]
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 308; 11 ottobre - L'albero dell'amore)