Un bilancio al termine dell'esperienza di fraternità dell'A.C. diocesana a Spello.
di Marina Rinaldi
Due uomini molto diversi, separati da secoli, ma uniti dalla stessa passione: cercare Dio con tutto il cuore.
Francesco ascolta la voce del Crocifisso nella piccola chiesa di San Damiano: "Francesco, va' e ripara la mia casa."
Anche Carlo Carretto, nel pieno dell'impegno sociale e politico, comprende che prima di cambiare il mondo occorre sostare davanti a Dio. Per questo sceglie il deserto.
Carlo Carretto ha trascorso la sua esistenza cercando l'essenziale: nel deserto, nel silenzio, nella preghiera.
Un uomo che ha cercato Dio.
Un uomo che ha scelto il deserto per ritrovare l'essenziale.
Un uomo che ha imparato da Francesco la semplicità del Vangelo.
Questi i pensieri che hanno accompagnato le riflessioni del gruppo di A.C. della Diocesi di Macerata che si è ritrovata a Casa San Girolamo per un ritiro di spiritualità guidato dal suo Assistente Unitario don Gabriele Crucianelli e che si è concluso con la giornata di domenica insieme al Consiglio Diocesano.
Anche uno dei tappeti dell’Infiorata 2026 ha suscitato una profonda riflessione: San Francesco, alle pendici di un Subasio variopinto, porta sulle spalle il Tau, segno che richiama la Croce di Cristo, e percorre il cammino dalla Porziuncola all’Eremo di San Girolamo di Spello, quella ‘Casa’ che per noi custodisce memoria, spiritualità e appartenenza associativa.
Al termine di questi giorni, il cammino di Francesco e quello di Carlo sembrano incontrarsi proprio davanti a noi: due strade diverse che conducono alla stessa sorgente, quella dell’incontro con Dio. Il loro esempio ci ricorda che ogni autentico impegno nella Chiesa e nel mondo nasce dall’ascolto, dalla preghiera e dalla ricerca dell’essenziale.
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| Prima della visita alla basilica di S.Francesco |








