lunedì 29 aprile 2024

Il cronista di Dio

A due anni dalla morte il 6 maggio la presentazione del libro su don Luigi Taliani
di Federico Canullo


Il 14 marzo 2022 moriva don Luigi Taliani, presbitero diocesano in servizio preso la parrocchia dell'Immacolata di Macerata, giornalista per EmmeTv e, forse soprattutto, assistente diocesano dell'Azione Cattolica Italiana e della F.U.C.I. di Macerata.
Dell'A.C. diocesana può essere considerato veramente il "padre putativo", avendo generosamente assunto il compito di declinare nella nostra realtà locale le intuizioni del nuovo Statuto del 1969, quello frutto del lavoro profetico della presidenza nazionale di Vittorio Bachelet, più tardi martire laico sotto i colpi delle Brigate Rosse.
Radunando intorno a sé, proprio a cominciare dalla parrocchia di Santa Croce, tanti giovani, diversi per estrazione sociale e carattere, "Taliani" era riuscito a creare un nucleo di credenti appassionati della Chiesa e di un'idea "alta e altra" di cristianesimo che, alla scuola del Concilio Vaticano II da poco concluso, avevano gioiosamente intrapreso il rinnovamento dall'interno della catechesi, con l'ACR - l'Azione Cattolica dei Ragazzi - prima, e della presenza dei laici credenti nella società civile, poi, raccogliendo localmente il testimone lasciato da figure ora quasi mitiche come Moro, lo stesso Bachelet, Carlo Carretto e tanti, tanti altri.
Sempre su questa strada, don Luigi aveva abbracciato la sua seconda vocazione, quella di giornalista, di "Cronista di Dio", nella convinzione che l'annuncio del Vangelo deve necessariamente rinnovarsi ogni giorno, proprio per la sua peculiare caratteristica di novità che mal sopporta i recinti angusti della tradizione fine a se stessa e continuamente veste i panni del pellegrino di Emmaus, mettendosi accanto ai sentieri dell'uomo.
E l'icona di Emmaus rappresenta un bel modo di fare sintesi della complessità rappresentata dalla sua vita: da una sua intuizione, infatti, la presidenza diocesana di Azione Cattolica nel 1986 fondava il "foglio di collegamento Emmaus", appunto, germe dell'odierno gruppo mediatico diocesano ora costituito da EmmeTV.
Un uomo appassionato, insomma, capace di contagiare chi incontrava anche con le inevitabili "spine" che sempre accompagnano l'azione dei profeti di ogni tempo!
Il sincero sentimento di gratitudine e il desiderio di prendere a nostra volta il suo testimone hanno spinto l'Azione Cattolica diocesana a raccogliere i ricordi di quanti l'hanno conosciuto da vicino in un libro "Il cronista di Dio - don Luigi Taliani", curato dalla prof.ssa Daniela Meschini (una dei suoi "ragazzi") e pubblicato dalla "Vydia Edizioni d'Arte S.r.l." di Montecassiano, grazie alla disponibilità dell'editore Luca Bartoli (altro educatore ACR della prima ora!)
La promozione dell'opera partirà il giorno 6 maggio prossimo, alle ore 21:15, presso il parcheggio della chiesa parrocchiale di Santa Croce in Macerata, luogo di avvio del suo servizio ecclesiale, nell'ambito delle iniziative della Festa dell'Ascensione, con la partecipazione straordinaria dei giornalisti Vicenzo Varagona, presidente U.C.S.I. oltre che scrittore, e Maurizio Verdenelli che dialogheranno con la stessa curatrice dell'opera.
Sarà una ghiotta occasione non solo per ricordare don Luigi ma anche per riflettere insieme sulle strade da intraprendere oggi per una rinnovata spinta missionaria della Chiesa nell'annuncio della Buona Novella alle donne a agli uomini di questo tempo.

venerdì 26 aprile 2024

A braccia aperte!


L'AC diocesana in pellegrinaggio a Roma 

Oltre centotrenta soci dell'Azione Cattolica diocesana di Macerata hanno partecipato all'incontro di ieri, 25 aprile, in piazza San Pietro a Roma con papa Francesco.
Un bellissimo momento di festa che ha coinvolto ragazzi, giovani e adulti della nostra associazione insieme con gli altri 80mila convenuti da tutt'Italia.
L'appuntamento, voluto dalla presidenza nazionale all'inizio della XVIII assemblea elettiva, ha significativamente coinciso con la festa della Liberazione.

Un'occasione per sottolineare l'impegno civile dei laici di AC sulla medesima strada segnata dai tanti soci protagonisti della resistenza (Tina Anselmi, Gino Bartali tra gli altri) che ha consentito di pregare e riflettere sul valore della democrazia, mai pienamente acquisito ma sempre da ricercare e promuovere, come non hanno mancato di sottolineare, ciascuno a suo modo, gli ospiti d'eccezione presenti, su tutti Neri Marcoré e Giovanni Caccamo.
Nel suo intervento, papa Francesco, con il suo stile inconfondibile, ha declinato lo slogan dell'incontro "A braccia aperte" sotto tre aspetti, l'abbraccio che manca, spesso fonte dei conflitti che stiamo sperimentando, l’abbraccio che salva, quello del Padre misericordioso al centro della nostra fede, e l’abbraccio che cambia la vita che, ispirati dai tanti santi trasformati dall'esperienza di un abbraccio, come associazione siamo invitati a cercare ogni volta.
Al termine della giornata, i tre delegati dell'associazione diocesana, Stefania Sagripanti per gli adulti, Leonardo Meccarelli per l'ACR e Daniele Angelelli per i giovani, dopo la celebrazione eucaristica comunitaria delle ore 15:00, ospitati dalla comunità Agostiniana nella chiesa di Santa Monica poco distante da piazza San Pietro, hanno raggiunto il centro Fraterna Domus a Sacrofano per l'inizio dei lavori assembleari.
Li accompagniamo con la preghiera e l'affetto di tutta l'associazione!

mercoledì 17 aprile 2024

Da 25 anni servo per amore!

Festeggiamo con don Gabriele Crucianelli i suoi 25 anni di sacerdozio
di Stefania Sagripanti

Tutta l’Azione cattolica diocesana di Macerata è in festa e si stringe al suo assistente unitario don Gabriele Crucianelli nella odierna ricorrenza del suo 25 anniversario di Sacerdozio.
La grazia della sua testimonianza, la cura per la vita spirituale di ogni membro dell’associazione e l’allegria della sua amicizia sono doni preziosi di una Vocazione autentica nella Fede.
“Dovunque si può fare un po' di bene” …questa frase di Piergiorgio Frassati ci ricorda lo stile del nostro caro don Gabriele!
Grazie per questi 25 anni di bene!
Che il Signore ti benedica!

martedì 19 marzo 2024

Ed ecco la nuova Presidenza Diocesana!

Eletta la nuova Presidenza Diocesana di A.C. per il triennio 2024/2027

 
Il nuovo consiglio diocesano, eletto nell'assemblea del 18 febbraio scorso, si è riunito ieri, lunedì 18 marzo, alle ore 21:15, per completare il percorso di rinnovo delle responsabilità diocesane del prossimo triennio associativo 2024/2027, in vista degli appuntamenti regionale (il 6 aprile) e nazionale (dal 25 al 28 aprile).
Un momento particolarmente significativo, in cui la "scelta democratica", pilastro dell'associazione, è diventata occasione per condividere la gioia di sentirsi "famiglia" a servizio della chiesa diocesana.
A termini di Statuto, dopo aver accolto con gioia la nomina di Stefania Sagripanti da parte del vescovo, mons. Nazareno Marconi, quale nuovo presidente diocesano, i consiglieri hanno votato i nuovi responsabili di settore.
Per il settore adulti oltre alla conferma per un secondo triennio di Francesca Pagnanelli, della parrocchia Santa Croce in Macerata, più volte responsabile a livello diocesano e regionale per l'ACR, è stata eletta quale nuovo vicepresidente adulti Marina Rinaldi, già presidente della parrocchia Sacro Cuore di Macerata e da tempo membro dell'equipe diocesana adulti.
Per il settore giovani il consiglio ha indicato Daniele Angelelli, presidente dell'associazione parrocchiale di San Vincenzo Maria Strambi a Macerata e in precedenza responsabile per l'ACR, e Giorgia Fabbrizi, della parrocchia Santa Maria Assunta di Montecassiano alla sua prima esperienza associativa.
Per l'ACR oltre alla conferma come responsabile per un secondo triennio di Serena Canullo, della parrocchia Santa Croce in Macerata, è stato eletto Leonardo Meccarelli, anch'egli della parrocchia Santa Croce in Macerata dove ha già svolto il servizio di responsabile parrocchiale per i ragazzi.
In tale occasione poi la presidente ha chiesto la disponibilità di Federico Canullo a continuare nel servizio di segretario diocesano anche per il prossimo triennio, mentre si è riservata di indicare un altro nominativo quale nuovo amministratore diocesano.
Molto belle le parole di ringraziamento di Stefania per i precedenti responsabili che hanno terminato il loro servizio: "In Presidenza ACI avviene ogni 3 anni il miracolo del passaggio di testimone nella gratitudine della condivisione vissuta e nella gioia di una vocazione sempre rilanciata. Caro Francesco ancora grazie...ci siamo tanto divertiti e cresciuti insieme nella fede...che bello poter camminare ancora con te come Presidente parrocchiale ...Caro Emanuele grazie per la tua dolcezza e per la sapienza dimostrata al servizio dei giovani...grazie perchè so che il tuo cammino al fianco delle nuove generazioni di certo non finisce ...quindi a presto. Cara Lorena grazie per il tuo cuore e per i tuoi sorrisi...ci si vede all'ACR. Cara Irene grazie per aver condiviso con noi questo cammino...in unione di spirito e preghiera...ci si vede all'ACG vero? Ai membri della nuova presidenza Ben Arrivati. Messaggio per i nostri Assistenti...siete tutti confermati con contratto a TEMPO INDETERMINATO!!! Buon cammino a Lode del Signore"
Davvero un bell'inizio di cammino!

giovedì 14 marzo 2024

Vita piena

I respiri spirituali proposti dall'AC diocesana 


Gli esercizi spirituali sono una pratica molto utile per la vita cristiana, in quanto si tratta di un tempo che il cristiano si ritaglia per poter stare nel silenzio ‘a tu per Tu’ con il Signore, come ha sottolineato papa Francesco nel messaggio per la Quaresima, ‘Attraverso il deserto Dio ci guida alla libertà’: “E’ tempo di agire, e in Quaresima agire è anche fermarsi. Fermarsi in preghiera, per accogliere la Parola di Dio, e fermarsi come il Samaritano, in presenza del fratello ferito. L’amore di Dio e del prossimo è un unico amore... Rallentare e sostare, dunque”.
Muovendo da questa ‘pro-vocazione’ l’Azione Cattolica della diocesi di Macerata propone gli ‘Esercizi Spirituali’ itineranti, guidati dagli assistenti diocesani, con le ‘inserzioni’ culturali curate dal prof. Stefano D’Amico e scanditi dalle testimonianze di chi in questi anni ha vissuto la bellezza della vita nella quotidianità con uno sguardo capace di un cambio di mentalità, in ‘presenza’ ed online, per permettere a tutti di partecipare, anche per chi è in casa, perché gli esercizi spirituali si intrecciano con la vita quotidiana.
Quest’anno gli esercizi spirituali si svolgeranno in alcuni luoghi significativi della diocesi da giovedì 14 marzo, iniziando con una celebrazione eucaristica in ricordo di don Luigi Taliani alle ore 19.00 nella parrocchia ‘Immacolata’ di Macerata, a domenica 17 marzo con la celebrazione eucaristica nelle parrocchie; quindi ci si può iscrivere al seguente link: https://forms.microsoft.com/e/yiH1raVKUD, tramite mail: formac.macerata@gmail.com, telefonicamente: 339/2153667 o 338/7869731.
Quindi gli esercizi spirituali sono un momento fondamentale per assaporare una vita ‘piena’: “Siamo insieme, in presenza o collegati on line, perché abbiamo accolto l’invito dell’Equipe Adulti di Azione Cattolica a fare una sosta, nel ritmo frenetico dei nostri giorni. Cercheremo di conoscere e approfondire il valore della vita, della nostra presenza nel mondo. Il percorso parte dalla lettura dell’oggi, è incarnato in questi giorni, in cui sentiamo tutti il bisogno di sperare e abbiamo voglia di futuro. Con questa esperienza andiamo alla Fonte, cerchiamo Chi è la Sorgente della vita. Ecco il motivo, per cui è stato scelto il titolo VITA PIENA”.
Per questa contemplazione di ‘vita piena’, durante gli Esercizi Spirituali l’Azione Cattolica mette al centro della preghiera la pace, riprendendo le parole dell’editoriale del presidente nazionale, Giuseppe Notarstefano sul primo numero di ‘Segno’ di quest’anno: “La pace non è un dono da accogliere una volta per tutte, ma una conquista da compire ogni giorno, con una parola o un gesto, siamo tutti chiamati ad essere artigiani della pace, partecipando alla vita democratica del Paese; condividendo i nostri valori umani nel tentativo di contrastare il conflitto sociale; esplorando con coraggio le strade che portano a un futuro sostenibile per tutti”.

domenica 10 marzo 2024

Buon cammino Stefania!!

Nominato il nuovo presidente diocesano AC 2024-2027 

Con proprio decreto del 09/03/2024 il vescovo mons. Nazareno Marconi, accolta dalle mani dell'assistente generale don Gabriele Crucianelli la terna di nominativi proposta dal consiglio diocesano eletto con l'assemblea svolta il 18 febbraio scorso alla domus San Giuliano, ha nominato quale Presidente Diocesano di Azione Cattolica per il triennio 2024/2027 Stefania Sagripanti, della parrocchia Santa Famiglia di Tolentino.
43 anni, laureata all'università politecnica delle Marche, sposata con Daniele Romagnoli dal 2008 e mamma di due figli, Davide e Federico, è da sempre in associazione, impegnata nella catechesi per i ragazzi e i giovani della parrocchia, dove è stata presidente parrocchiale dal 2011 al 2020.
Per l'associazione diocesana ha già svolto il servizio di amministratore nel triennio 2017/2020 e in quello appeno concluso l'incarico di responsabile diocesano ACR, contribuendo da adulto a fondare insieme con tanti giovani di diverse parrocchie della diocesi, una coesa equipe diocesana di settore.
Il primo commento della diretta interessata è stato di profonda gratitudine al Signore per la particolare grazia concessa con la significativa coincidenza con la celebrazione della quarta domenica di Quaresima, domenica della gioia. 
Tutta l'associazione diocesana si unisce nella gratitudine per la scelta del vescovo Nazareno, e si tringe a lei e alla sua famiglia nella gioia per quello che sente davvero come un segno della paterna bontà del Signore.
Buon cammino Stefania!

sabato 24 febbraio 2024

Finestre aperte sul futuro

L'intervento del presidente diocesano uscente all'assemblea elettiva del 18 febbraio
di Francesco Garbuglia

Nel brano degli Atti degli Apostoli scelto per la nostra assemblea (At 10 34-48), Pietro racconta a Cornelio una storia all’inizio della nostra fede.
In questi ultimi quattro anni il mondo è profondamente cambiato, la storia è cambiata, la pandemia ci ha cambiato la vita ci ha fatto tornare all’essenziale.
La guerra così vicina ci ha sconvolto, ha turbato la coscienza di tutti, ci ha fatto fare delle domande. La guerra su Gaza ci lascia ancora con tante domande aperte a cui o non sappiamo rispondere o non vogliamo farlo.
La storia ci parla costantemente, siamo e siamo stati capaci di azioni concrete immerse nella storia o ci ritiriamo nei nostri angoli sicuri?
(Le immagini sono dell'artista Arcabas, "I nella Chiesa della Risurrezione, Comunità Nazareth, Torre de' Roveri - BG / i commenti sono tratti dalla lettera pastorale 2023 di mons. Derio Olivero "Si può"
Il cammino sinodale della Chiesa italiana desidera farci tornare “fraterni commensali del presente”, desidera “farci tornare là fuori”, farci “aprire la finestra” ed “alzare lo sguardo verso un orizzonte più ampio”. Nelle indicazioni del cammino sinodale della Chiesa italiana l’icona guida è il racconto dei discepoli di Emmaus
 Arcabas, “I pellegrini di Emmaus”
(da “Linee guida per la fase sapienziale del cammino sinodale delle Chiese in Italia”, dal titolo: “Si avvicinò e camminava con loro”)
I due discepoli sono in cammino, quello a sinistra è pensoso, indica la testa con la mano, ha gli occhi chiusi e indossa delle scarpe. Il secondo ha gli occhi rossi di pianto. Il primo è un tipo razionale, il secondo un passionale. Uno si fa mille domande, l’altro piange, si arrabbia. Nessuno di loro guarda oltre e nessuno vede il terzo compagno che cammina con loro. In effetti non è facile vederlo, è piatto, cammina dietro di loro ha i contorni indefiniti. Ma ha un bastone, e la strada dietro di lui ha dei solchi, cammina sicuramente con noi, invisibile e vicinissimo. 
Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti.
In questi anni tanta parte delle nostre energie sono state dedicate al camminare insieme nel sinodo, nella chiesa diocesana, nelle parrocchie e con le aggregazioni laicali. 
Si tratta di un grande cantiere, con tutte le problematiche del cantiere; quando restauri una cosa vecchia, non sai quello che trovi sotto, l’imprevisto è dietro l’angolo, devi essere pronto a cambiare il progetto e a farlo subito, ti devi mettere in ascolto della realtà, delle persone che sono diverse da quello che presupponi. Per costruire devi partire da lì.
Lo Spirito Santo discese su coloro che ascoltavano la Parola” (Atti 10, 34 – 48)
La conversazione spirituale è stato il modo privilegiato, cardine, prezioso di gestire il cantiere sinodale.
Far parlare tutti, decidere di interrogarsi sul pensiero degli altri e cambiare punto di vista, capire quello che lo spirito suscita nel cuore e scegliere le vie che uniscono. 
In questi anni abbiamo imparato a fare discernimento comunitario. 
Sono centinaia le volte in cui ho proposto la conversazione spirituale in tantissimi incontri. 
Abbiamo scoperto che quando ti metti in ascolto, la brezza la percepisci, e cambi lo sguardo, vedi da dove viene e soprattutto dove va.
Mi sto rendendo conto che “Dio non fa preferenza di persone”
Sono stati anni di alleanze, di telai imbastiti con stima, con passione e fatica. 
Il confronto sulla famiglia con la pastorale familiare, bello scoprire l’Azione cattolica come famiglia di famiglie. il percorso con le aggregazioni laicali, una bella occasione di chiesa, da valorizzare. 
Tanta tanta energia spesa fuori dalla Associazione in questi anni per tessere, trovare punti di incontro, percepire la bellezza della propria identità. 
E’ importante uscire non solo dall’ Associazione ma dalle associazioni, questa la prima finestra sul futuro.
Personalmente di solito avviene così, quando non vedi tanto futuro e ti disperi avviene che fare qualcosa per gli altri ti apre a una vita nuova, fino a dire SI PUO’ FARE !
  • Per esempio si possono fare e si sono fatti tavoli di incontro sulla povertà, con Caritas, Papa GiovanniXXIII, Salesiani, CL, Scout e poi i tavoli di confronto sull’ACCOGLIENZA con La Goccia e le associazioni cittadine che si occupano di accoglienza, per esempio la Piombini Sensini, Refugees welcome, etc.
    Stare nelle strade e non nelle sagrestie, accogliere con tutti i nostri mezzi. Una bella prospettiva per il futuro.
  • Tante incomprensioni in questi anni, e le incomprensioni si ingoiano da soli, non si fanno chiacchiere, si custodisce la critica nella condivisione fraterna, ci si corregge e poi si ricomincia a stimarsi a vicenda. Soprattutto si tesse, l'azione Cattolica è fatta per questo, per tessere nelle parrocchie, per custodire e riparare la trama della chiesa.
    Guai se ci chiudiamo nel gruppo di servizio, stiamo bene insieme, ci vogliamo bene ma quello è solo il punto di partenza. Siamo per le parrocchie, questo il luogo privilegiato del nostro servizio. Il metodo poi, è sostanza, l'Azione Cattolica non è un metodo, è un modo di essere credenti.
    Metodo significa partire da quello che la vita propone, che Dio semina nella storia, Sì è fatto carne proprio qui in questa storia, avrà qualcosa da dirci?
    Metodo significa far parlare tutti e specialmente i piccoli, è dei piccoli il Regno dei cieli, non ce lo scordiamo.
    Metodo significa mettere al centro la relazione personale con il Padre, quotidiana, semplice, fatta di Lampi di preghiera, per cambiare la vita ogni giorno. Ogni giorno possiamo cambiare la nostra vita tesserla con quella del padre, è questo legame che ci aiuta a cambiare.
ALCUNE FINESTRE E PENNELLATE SUL FUTURO
Hanno scordato la porta aperta. Sono partiti senza sparecchiare il tavolo e senza preoccuparsi della porta aperta. Tutto questo ci parla di una “urgenza”. Hanno toccato con mano colui che “fa ardere il cuore”. Quella porta aperta ricorda che ciascuno di noi può diventare una “benedizione” per altri. Il nostro compito è aiutare altri a dire “si può FARE”
I discepoli sono stati folgorati da una speranza che regge addirittura alla morte. Con quella speranza corrono anche nella notte. Con quella speranza affrontano la vita “di corsa”, con “le ali ai piedi”. E finalmente capiscono Gesù. Lui viveva così. Sapeva sporgersi oltre se stesso, con una fiducia totale nel Padre e una smisurata dedizione agli uomini e alle donne. La sua Risurrezione ha “dato ragione” a tale “follia”. Andare oltre se stessi, giocarsi nell’amore, vivere affidandosi al Padre è la strada per vivere davvero.

Concretamente, qualche finestra aperta sul futuro.
  • È importante prepararsi al servizio, formarsi umanamente soprattutto, nella storia, consapevoli delle sofferenze dei bambini e ragazzi e soprattutto fiduciosi del loro potenziale per tirare fuori il meglio e sapere che un giorno da lì fiorirà il bene.
  • Quando mi chiedono “Cosa deve fare l'azione Cattolica?”
    L’AC deve Generare vocazioni, creare un luogo in cui le vocazioni fioriscano e vengano poi custodite, dove le vocazioni si possano fare Sante. Quante vocazioni fiorite qui davanti, quante vocazioni future? Occorre costruire e custodire la vocazione delle Giovani famiglie.
  • Incontri in cui si vive la Gioia piena, questo ci si aspetta da un incontro con i giovani, risate che rinfrancano l'anima, che ti fanno sentire Amato, perché andare se no?
  • Non aver paura di fare fatica, di fallire, di essere pochi, Meno di 12?
    La notte del quadro è luminosa, piena di stelle. Mettiamoci il cuore in pace, occorre fare con quello che c'è, senza paura di impegnarsi. L’Azione Cattolica è di chi la fa, di chi ci si mette, intuisce il valore e fa qualcosa per gli altri.
  • In un contesto organizzato, in una struttura, senza struttura le case non reggono, non si può dare un tetto, una sicurezza, una prospettiva.
    Come ha detto di recente mons Giuliodori, “aderire all’Azione cattolica italiana poi è espressione di squisita sinodalità.” Il nostro Progetto formativo dell’Ac (pubblicato nel 2020) poneva ben in evidenza questo tratto sinodale: «È fondamentale interpretare e valorizzare la vita associativa come spazio di sinodalità e occasione di discernimento comunitario. Essa, infatti, è una decisiva esperienza formativa, capace di far maturare le persone nell’esercizio della corresponsabilità» (p. 24).
  • È tempo di prendersi un impegno, di assumersi la responsabilità di qualcuno che sia anche un po' più lontano da me, dalla mia famiglia, dalla mia parrocchia. Chi tira la carretta? E perché lo fa? Semplicemente per amore di Dio e degli altri. Non mancheranno le volte in cui pregheremo “Signore sono qui, al tuo servizio, perché Lasci che succeda questo?”
  • Preti e laici, fratelli. Padri e madri di tanti, a voi assistenti dico grazie! Custodi del nostro rapporto col padre, profumati di vangelo, presenti nella vita di tutti noi a custodire le sofferenze, a consacrare l'amore, felici della vostra vocazione, innamorati degli uomini, grazie. Laici e Preti insieme, con un’idea, intorno all’Eucarestia. 
  • E don Luigi, siamo stati orfani senza di lui. Mi sono sentito perso, ho pianto come per un nonno. Ci ha detto con la sua vita che cosa significa essere cristiani adulti. Cosa significa generare la fede nella vita delle persone.
    Luigi con il suo sguardo profetico sulla chiesa e il suo amore per l'Azione Cattolica ha sempre rotto ogni conformismo e clericalismo per cui un prete si sente migliore di un marito.
    Un esploratore, un prete che sapeva indicare la direzione, innamorato della città degli uomini innamorato dei più strani, più lontani e più giovani.
    Gli affidiamo, l'Azione Cattolica di Macerata, nessuno meglio di lui nella comunione celeste la può custodire.
Il discepolo a sinistra si chiede: “Ma chi è costui. Ha un che di familiare. Assomiglia a Lui, ma ovviamente non può essere Lui. La morte non lascia scampo. Oltre la morte non si può andare”. Finalmente iniziamo a vedere il volto di Gesù: il naso, la bocca, la barba, i capelli. Sta per rivelarsi. I discepoli stanno per riconoscerlo. Ha alzato le mani. Fra un attimo farà la benedizione. Ed ecco la meraviglia: le mani hanno una posizione particolare. È la posizione che le mani assumono quando prendi delicatamente fra le mani il volto di una persona per dirle: “Ti voglio bene”.

Questo contesto qui familiare, intorno a un tavolo, in cui senti che Dio ti vuole bene e intuisci che davvero Dio sta in quei ragazzi lì, che davvero cambia le loro vite. É il momento della gratitudine.
• Grazie alla presidenza, scorro i vostri nomi sull'agenda delle presidenze, la scorro e leggo i miei appunti sui pensieri di ognuno di voi, è piena di questo. Il tesoro più prezioso di questi anni, la vita di Fede condivisa,le fatiche e gli impegni da condividere ed estendere. Un cammino bellissimo.
• E poi grazie alle tantissime persone belle incontrate questi anni, ma profondamente. Che siete voi, ma anche tanti altri. Grazie per la fiducia immeritata, è stato bello, davvero bello.
• E grazie al Vescovo, per la sua presenza, per il suo servizio a questa chiesa, per le sue sollecitazioni che abbiamo accolto, obbedienti in piedi. Grazie per la fiducia e la stima all'associazione in questi anni.
• Grazie a Dio che ha suscitato generosità e idee e sostenuto nella fatica tutti noi.
• Grazie alla mia famiglia, che mi ha fatto crescere a pane e AC.
• Grazie a Elena, mia moglie, la scelta degli altri, di essere generosi, che sempre chiede l'Azione Cattolica porta frutti grandi, in 7 anni da giovane senza impegni a marito innamorato è un attimo!
Devi poterlo toccare, Dio, non solo vederlo; devi poterlo toccare quel Dio caldo di carne, devi sentirlo con il cuore e anche di più, con le braccia e la bocca e le orecchie e le gambe e la pelle. (Emmanuel Exitu, Di cosa è fatta la speranza”)
Ecco l’Azione Cattolica è il luogo dove Dio si incontra così.