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domenica 6 giugno 2021

Tutto è raccolto lì

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo.

Ancora un appuntamento con i pensieri di Carlo Carretto, dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.

Sul mondo sta il memoriale della morte del Signore: l'Eucaristia.
L'ostia pacifica, che è la presenza viva e sacrificale del Cristo, è il perpetuarsi perenne del Sacrificio del Calvario; la messa continua il sacrificio del Gran Sacerdote, l'adorazione dell'Agnello, il Ponte sul mondo, la Porta vivente, l'Adoratore del Padre, l'Esemplarità per eccellenza. È è resta la cosa più importante del mondo...
La nostra religione dovrebbe ruotare attorno a questo mistero che del resto è il sunto dei due misteri principali della fede: l'Unità e la Trinità di Dio, l'Incarnazione e Passione di Gesù. Guardando all'Eucaristia non possiamo avere vivente davanti a noi tutta la realtà umano-divina racchiusa nel mondo. La Trinità è presente, l'Incarnazione è visibile, la Passione del Signore è raccontata, l'amore di Dio palpabile.
Tutto è raccolto lì in quell'ostia ...

(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 170; 1 giugno - Eucaristia) 

sabato 10 novembre 2018

Il potere delle parole

Una riflessione sul Cantico dei Cantici all'università

In una sala gremita non solo di studenti, giovedì 8 novembre, alle ore 16:00, presso l’Aula A del dipartimento di economia e diritto dell’università di Macerata in piazza Strambi, il poeta Andrea Ponso (laureato in teoria della letteratura a Padova, ha conseguito un dottorato di ricerca in lingue e letteratura comparate presso l’Università di Macerata e di Lille; attualmente oltre ad insegnare si occupa tra l’altro di traduzione di testi biblici dall’ebraico, e poetici dal francese e dall’inglese), autore della recente nuova traduzione dall’ebraico del Cantico dei Cantici, ha dialogato con il prof. Marcello La Matina (Docente di Filosofia e Teoria dei Linguaggi all’università di Macerata) sul tema “Linguaggi, eros e traduzione”.
Non una lezione cattedratica, secondo le intenzioni dei protagonisti, (vedi la registrazione della prima parte - vedi la seconda parte) ma una riflessione condivisa sul rischio di ridurre l’opera del traduttore ad un “tradimento” del testo originario e sul valore e sul potere mai diminuito della “parola”, anche nell’attuale civiltà dell’immagine. Una conversazione affascinante che, nel lanciare all’uditorio stimolanti indizi per una più profonda ricerca personale su uno dei testi più intensi della Bibbia, ha mostrato, secondo le parole dell’autore, la necessità per chi si avvicina a queste opere di “lasciarsi inondare dal testo, lasciarsi spogliare e disumanizzare, … così … come il Cantico insegna che amore è come morte, che per amare si muore a se stessi, vivendo nell’altro, per l’altro, dell’altro”.