martedì 3 giugno 2014

Nominato il nuovo vescovo di Macerata

Nazzareno Marconi presentato da mons. Claudio Giuliodori


Con gioia apprendiamo della nomina del nuovo vescovo di Macerata! 
Si tratta di mons. Nazzareno Marconi di Caittà di Castello, già noto in diocesi per le collaborazioni intraprese negli anni scorsi con l'ufficio diocesano di pastorale familiare.
Lo ha annunciato mons. Claudio Giuliodori questa mattina in cattedrale alle ore 12,00, davanti a numerosi fedeli e rappresentanti di uffici di pastorale e delle aggregazioni ecclesiali, oltre che agli organi di stampa locali.
Laureato in Filosofia alla Lateranense, nonchè in Teologia alla Gregoriana dove ha anche acquisito la Licenza in Sacra Scrittura. Attualmente è candidato al Dottorato al Biblico. Mentre ha già svolto un dottorato in Teologia Biblica all'Urbaniana. Direttore dell'Ufficio Catechistico di Citta di Castello è parroco di Citerna dal settembre 1998. Insegna Esegesi dell'Antico Testamento all'Istituto Teologico di Assisi ed è anche consulente religioso per produzioni cinematografiche e multimediali.
Nel salutare con viva gratitudine mons. Claudio Giuliodori per i ricchi anni di servizio alla nostra comunità diocesana, tutta l'Azione Cattolica di Macerata ringrazia il Signore per il dono di un nuovo pastore assicurandogli, come sempre, la piena collaborazione e la fraterna amicizia.

mercoledì 21 maggio 2014

Matteo Truffelli nuovo presidente nazionale di A.C.!

Comunicato nel pomeriggio dal presidente della CEI card. Angelo Bagnasco 

Matteo Truffelli, della diocesi di Parma, è il nuovo Presidente nazionale dell’Azione Cattolica per il triennio 2014-2017. La nomina è stata comunicata oggi pomeriggio dal card. Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, nel corso dei lavori dell’Assemblea generale dei vescovi italiani. Il Consiglio permanete della Cei ha scelto il professore Matteo Truffelli all’interno della terna di nomi che il Consiglio nazionale dell’Azione Cattolica Italiana aveva indicato dopo la conclusione della XV Assemblea nazionale dell’Associazione. Emiliano, 44 anni, Matteo è sposato con Francesca Bizzi. È docente di Storia delle Dottrine politiche presso l’Università di Parma. 
Delegato regionale di Ac per l’Emilia Romagna negli ultimi due trienni (dal 2008 al 2014), ha diretto l’Istituto per lo studio dei problemi politici e sociali “Vittorio Bachelet”, del cui Consiglio scientifico è attualmente membro. 
Un abbraccio al presidente uscente Franco di cui abbiamo imparato ad apprezzare l'umanità apparentemente schiva ma sempre costantemente disponibile ed accogliente ed un grazie di cuore a Matteo che non ha avuto paura di di dire "sì" per un'associazione "en salida"!

domenica 4 maggio 2014

L'amore educa alla vita

L'11 maggio il regista Pupi Avati a conclusione del ciclo EduCultura dell'Amore!
Intervista a Lorenzo Lattanzi

Dal 2007 la parrocchia “Buon Pastore” di Macerata ha scelto di fare dell’educazione il fulcro della propria azione pastorale attraverso percorsi annuali di formazione, realizzati col generoso apporto di docenti universitari ed esperti nel settore. Il parroco don Gennaro De Filippi ha voluto che anche la festa parrocchiale fosse fecondata dal tema dell’educazione con la testimonianza e il racconto dell’esperienza di vita di ospiti illustri, disponibili a mettersi in gioco sotto una luce ben diversa da quella dei riflettori: la luce della fede. E così, dopo Claudia Koll, Paolo Brosio, Alessandro Meluzzi e Lorena Bianchetti nelle precedenti edizioni, quest’anno il clou della festa sarà affidato al regista Pupi Avati, domenica 11 maggio alle ore 16.
Un regista di calibro di Pupi Avati a Macerata è decisamente un bel “colpo”: quanta emozione si respira a Collevario?
La tanta emozione è decisamente superata dalla gratitudine e dal costante stupore per i doni che noi per primi riceviamo da questi appuntamenti. Negli anni si è formato una sorta di circolo virtuoso pastorale che ha coinvolto anche la vicina parrocchia di San Francesco e sette aggregazioni laicali che collaborano alla realizzazione del programma annuale.

mercoledì 30 aprile 2014

Viaggio alle radici dell'accoglienza

Un ciclo di incontri sulla valenza antropologica dell'accogliere


L’accoglienza è una tra le sfide del nostro tempo: la frontiera non solo tra popoli del Sud del mondo e quelli del Nord, ma tra l’ospitalità e la chiusura egoista, tra la tranquillità dell’indifferenza e la ricerca di vie di convivenza solidale.
E’ una frontiera che corre non solo nei confini geografici, ma attraversa le nostre città, i nostri incontri, l’interiorità.
Su queste tematiche quanto mai attuali e coinvolgenti soprattutto per un credente, La Goccia onlus in collaborazione con l'A.C. diocesana, la Caritas, le ACLI, la cooperativa Meridiana ed AIBI, propone un ciclo di tre incontri alle ore 21,00 dei giorni 9, 17 e 23 di maggio, al cinema Excelsior di Macerata dal titolo "Viaggio alle radici dell'accoglienza. La valenza antropologica dell'accogliere".
I relatori che ci accompagneranno in questo viaggio ci aiuteranno a riscoprire come questa sfida interpelli non solo le convinzioni personali e le credenze religiose di ciascuno, ma la nostra stessa natura umana che dalla relazione e dall’apertura all’altro trae la propria essenza.
Il 9 maggio ci comincia con "la frontiera dell’alterità. Spazi e tempi dell’ospitalità." guidati dal prof. Sergio Labate, ricercatore in Filosofia Teoretica e Professore aggregato presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Macerata Si prosegue il 17 maggio con "L'accoglienza come profezia di salvezza. Nuove strade per un futuro umanamente sostenibile." accompagnati da Rosanna Virgili, docente di Esegesi presso l’Istituto Teologico Marchigiano e collaboratrice di diverse riviste fra cui "Parola Spirito e Vita", "Rocca" e "Ricerche Storico Bibliche".
Infine il 23 maggio si chiude con "L’accoglienza è ancora di moda? Dall’utopia al quotidiano: sogni e immagini di accoglienza." ascoltando don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco e fondatore dell’agenzia giornalistica "Redattore Sociale". Maggiori informazioni possono essere reperite sul sito de la Goccia onlus.

mercoledì 23 aprile 2014

Si avvicinò e si mise a camminare con loro

Torna la Veglia di preghiera per il Lavoro
di Roberto Serrani

La locandina dell'evento
Papa Francesco, lo scorso 22 settembre a Cagliari, nell’incontro con il mondo del lavoro, ci ha stupito ancora una volta con queste parole: «“Coraggio!”. Ma anche sono cosciente che devo fare tutto da parte mia, perché questa parola “coraggio” non sia una bella parola di passaggio! Non sia soltanto un sorriso di impiegato cordiale, un impiegato della Chiesa che viene e vi dice: “Coraggio!”. Io vorrei che questo coraggio venga da dentro e mi spinga a fare di tutto come Pastore, come uomo».
Parole dette con il desiderio di affiancarsi e farsi prossimo a tutti i lavoratori, imprenditori, disoccupati che ogni giorno hanno a che fare con questa dimensione tanto umana ma tanto importante. E che talvolta si fermano, “con il volto triste”. Proprio come accadde ai discepoli di Emmaus.
Prendendo spunto da questo episodio del Vangelo, l’Azione Cattolica diocesana insieme con la delegazione regionale, il Movimento Lavoratori di AC, la Caritas diocesana e tante altre aggregazioni laicali, propone, anche per questa vigilia della festa del primo maggio, una Veglia di preghiera per il Lavoro presso il monastero del Corpus Domini a Macerata, lunedì 28 aprile dalle ore 21.15.
Il tema scelto è “Si avvicinò e si mise a camminare con loro”, proprio ad indicare il coinvolgimento, l’avere a cuore il destino di chi ci è affianco, consapevoli delle difficoltà odierne e di quel meccanismo che, come dice il papa, ha tolto l’uomo quale vertice e centro della creazione, sostituendogli l’idolo del denaro, tenacemente convinti che possiamo essere capaci di gesti di solidarietà in grado di far crescere, con intelligenza e perseveranza, visibili segni di speranza.
Una veglia, quindi, che non è il solo ascolto di parole di conforto “di passaggio”, ma anche un voler riaffermare l’esistenza di piste per uscire da queste sabbie mobili che sembrano arenare e inghiottire aspirazioni, desideri, voglia di vita piena. Umanamente tutto ciò sembrerebbe molto difficile a realizzarsi oppure ci porterebbe ad affannarci spasmodicamente dietro a mille percorsi. Per questo il luogo scelto per la veglia non è casuale. Proprio per porre, a nostra volta, al centro della vita l’incontro con Cristo, rinnovando l’invito a partecipare all’adorazione eucaristica. Proprio per affidarci a Lui e non farci quindi “rubare la speranza”.

martedì 22 aprile 2014

In festa per Luigi Rocchi

Il 25 aprile la festa di ringraziamento a Tolentino
di Simone Baroncia


Venerdì 25 aprile alle ore 10 la diocesi di Macerata festeggia a Tolentino il venerabile Luigi Rocchi con una ‘festa di ringraziamento’ nella Concattedrale di San Catervo, già adornata da alcune settimane con sue gigantografie, con una santa messa celebrata dal card. Angelo Comastri. Durante la celebrazione si raccoglieranno offerte a favore di tre destinatari: una famiglia povera con genitori disoccupati, un lebbrosario in India, i ‘ragazzi di strada’ di Suor Stefanie in Burundi.
Una delle caratteristiche più evidenti nella vita di Luigino è la gioia con cui vive e che è capace di comunicare ad ogni suo interlocutore. Anche nelle situazioni più problematiche, come nei fatti più quotidiani della vita, riusciva a scoprire motivi per gioirne, ragioni per ringraziarne Dio, e anche spunti per invitare a cercare i lati belli delle cose.
Un giornalista ha descritto così questo lato gioioso della sua vita: “Sì, era un uomo colpito da distrofia muscolare progressiva, che aveva il coraggio di dirsi felice, e che riconosceva che la felicità gli era spuntata nel cuore, perchè aveva deciso di seguire il Signore giorno per giorno. Luigino non era né un prete, né un religioso: era un giovane, semplice, un ‘piccolo’ secondo il Vangelo, un figlio di operai che sognava il suo futuro, come lo possono sognare tutti i giovani. Ma si trovò ad essere presto un giovane ‘diverso’. Diverso prima per la malattia, e poi per la sua statura morale, per la sua grande gioia di vivere, di lottare per sé e anche per la gente povera, oppressa”. 

domenica 20 aprile 2014

Il cuore oltre l'ultimo ostacolo ...

La Pasqua non è festa per residenti
di Erri de Luca

Pasqua è voce del verbo ebraico ‘pèsah’, passare. Non è festa per residenti, ma per migratori che si affrettano al viaggio. Da non credente vedo le persone di fede così, non impiantate in un centro della loro certezza ma continuamente in movimento sulle piste.
Chi crede e in cerca di un rinnovo quotidiano dell’energia di credere, scruta perciò ogni segno di presenza. Chi crede, insegue, perseguita il creatore costringendolo a manifestarsi. Perciò vedo chi crede come uno che sta sempre su un suo ‘pèsah’, passaggio. Mentre con generosità si attribuisce al non credente un suo cammino di ricerca, è piuttosto vero che il non credente è chi non parte mai, chi non s’azzarda nell’altrove assetato del credente.
Ogni volta che è Pasqua, urto contro la doppia notizia delle scritture sacre, l’uscita d’Egitto e il patibolo romano della croce piantata sopra Gerusalemme. Sono due scatti verso l’ignoto. Il primo è un tuffo nel deserto per agguantare un’altra terra e una nuova libertà. Il secondo è il salto mortale oltre il corpo e la vita uccisa, verso la più integrale resurrezione.
Pasqua/pèsah è sbaraglio prescritto, unico azzardo sicuro perché affidato alla perfetta fede di giungere. Inciampo e resto fermo, il Sinai e il Golgota non sono scalabili da uno come me, che pure in vita sua ha salito e sale cime celebri e immense. Restano inaccessibili le alture della fede.
Allora sia Pasqua piena per voi che fabbricate passaggi dove ci sono muri e sbarramenti, per voi apertori di brecce, saltatori di ostacoli, corrieri a ogni costo, atleti della parola pace.