martedì 4 dicembre 2018

Pronti a rischiare!

Con gli esercizi spirituali i giovanissimi si ricaricano!


Il Sinodo chiama…i giovanissimi rispondono! La casa di Avenale di Cingoli dal 27 al 30 dicembre 2018, sarà pronta ad accogliere circa 50 giovani della Diocesi di Macerata che sono già in cammino verso quest’importante evento, che si è concluso nello scorso mese di ottobre.
Prendendo sul serio lo slogan della prossima festa dell'Adesione - l'8 dicembre - "Ricàricàti", l'equipe diocesana giovani di A.C. ha scelto di ritagliare uno spazio speciale di ricarica per tutti i ragazzi dai 14 ai 19 anni nel tempo forte del Natale.
Il documento preparatorio al Sinodo, ha suggerito tre verbi, che guideranno le giornate: RI-CONOSCERE, cioè lasciare che la realtà interroghi i ragazzi e non si presenti come un ostacolo o, come estranea ai loro desideri. Per comprendere l’origine e il senso di quest’ultimi, dovranno poi INTERPRETARE ciò che si è provato, così da capire a che cosa lo Spirito sta chiamando, ma l’ultimo necessario passo da compiere è SCEGLIERE, che si traduce in azione, cioè prendere carne e dare inizio ad un percorso, accettando il rischio di confrontarsi con quella realtà che aveva messo in moto desideri ed amozioni.
Papa Francesco nella lettera ai giovani dice “Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro”, allora in questi quattro giorni i ragazzi si metteranno in ascolto e sicuramente il Signore darà loro gli strumenti necessari per dire ancora una volta “SI, sono pronto a rischiare!”.

domenica 2 dicembre 2018

Maestri della fede

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
Maria e Giuseppe, maestri della fede, gli esempi perfetti a cui ispirare le nostre azioni, per correggere la nostra rotta, sorreggere la nostra debolezza.
Come allora accanto a Gesù, siate ancora accanto a noi per accompagnarci verso l'Eterno, per insegnarci ad essere piccoli e poveri nel nostro lavoro, pazienti nell'esilio, umili e nascosti nella vita, coraggiosi nelle prove, fedeli nella preghiera, ardenti nell'amore.
E quando verrà l'ora della nostra morte, cioé spunterà l'aurora sulla nostre notte amica, possano i nostri occhi, fissando il cielo, scorgere la stessa stella che illuminò il vostro cielo quando Gesù venne su questa terra.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 359; 30 novembre - Maestri della fede)

martedì 27 novembre 2018

Non c'è accoglienza senza incontro

In ascolto della Parola di Dio per comprendere le parole degli uomini.

L'ideale percorso di riflessione che quest'anno l'Azione Cattolica vuole offrire come contributo alla crescita della comunità ecclesiale della nostra diocesi, iniziato la scorsa domenica con il "trekking del'accoglienza" per le vie di Macerata, propone domenica 2 dicembre, prima di Avvento, un appuntamento che è ormai un classico: quella con la Lectio Divina all'Abbadia di Fiastra, dalle ore 15:00 all'Aula Verde.
Con la consapevolezza del bisogno sempre più urgente di darsi occasioni di rigenerazione spirituale (come recita anche lo slogan della prossima festa dell'Adesione - l'8 dicembre - "Ricàricàti") la presidenza diocesana ha chiesto ad Anna Maria Cacciamani, consacrata qualche anno fa nell'Ordo Virginum, al termine di un percorso di maturazione anche all'interno dell'associazione, di elaborare una riflessione a partire dal brano/icona dell'anno, quello di Marta e Maria.
Dall'ascolto di tre brani del Vangelo sarà pertanto proposta ai partecipanti, una meditazione sul tema Accoglienza declinando la "Parola di Dio" con le "parole degli uomini". Constatato che non c'è accoglienza senza incontro, senza discesa, senza cammino, senza ferite, e quindi consapevoli che accogliere è verbo di movimento (da Dio all'uomo, dall'uomo a tutta la terra) saremo chiamati a riflettere che per accogliere davvero qualcuno occorre essere uomini e donne in cammino.

domenica 25 novembre 2018

Collaborare alla salvezza

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
Dio è nel lavoro di tutti gli uomini e sotto il velo di tutte le buone volontà. Nessuna scoperta a cui perviene l'uomo è assente dalla mente di Dio, nessuna realizzazione tecnica è stata raggiunta senza la sua divina volontà di bene.
Sì il lavoro è indispensabile per l'uomo.
Una parola che dice la realtà del lavoro è "redenzione".
Il lavoro che prima del disordine recato dal peccato era solo azione e gioia, col pecato e la ribellione vedrà introdursi tra le sue maglie la fatica, la sofferenza, il sudore. Diventerà insomma lavoro redentivo, aiuterà l'uomo a liberarsi dal male, a pagare i suoi debiti con la giustizia, a far cose serie ed utili, a collaborare giorno dopo giorno alla salvezza.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 344; 15 novembre - Col sudore della fronte)

mercoledì 21 novembre 2018

Sulle tracce dell'accoglienza

Per le vie di Macerata alla scoperta di una città solidale ed accogliente

Nell’esortazione apostolica ‘Evangelii gaudium’ papa Francesco ha tessuto un elogio alle città che sviluppano le relazioni: “Come sono belle le città che superano la sfiducia malsana e integrano i differenti, e che fanno di tale integrazione un nuovo fattore di sviluppo! Come sono belle le città che, anche nel loro disegno architettonico, sono piene di spazi che collegano, mettono in relazione, favoriscono il riconoscimento dell’altro!”.
Ed anche il vescovo della nostra diocesi, mons. Nazzareno Marconi, nella festa di san Giuliano l’ospitaliere, ha ricordato che occorre ripensare alla costruzione della città: “Il nostro Santo Patrono in una parte della sua vita traghettava le persone oltre la sponda del fiume. Il Papa ripete spesso che siamo a uno snodo della storia, a un cambio di epoca. C’è da passare alla sponda del domani, da ripensare la costruzione e lo sviluppo della città e del territorio. In questi tempi di passaggio, per traghettare su un fiume agitato è bene non appesantire la barca e cercare di remare insieme e possibilmente verso la stessa direzione. Sono i tempi in cui invece di discutere di cose secondarie, bisogna puntare a ciò che è solido e stabile nel tempo”.
Interrogandosi sull’attuazione di queste sollecitazioni l’Azione Cattolica diocesana lancia una proposta interessante e bella dal titolo ‘Sulle tracce dell’accoglienza a Macerata’, che si svolgerà domenica 25 novembre, dalle ore 14:30 fino alle ore 17:00, guidati dal prof. Stefano D’Amico, per chi vuole scoprire una città che nei secoli è stata solidale ed accogliente. Il ritrovo è alle ore 14.30 presso l’associazione ‘Piombini-Sensini’ (ex Asilo della Pietà) in via Morbiducci.
Il percorso si concluderà al centro di accoglienza della Caritas di Rampa Zara, dopo aver visitato luoghi come l’Orfanotrofio femminile in via del Convitto; l’Ospedale del SS. Sacramento in piazza Mazzini; l’Asilo Ricci, ubicato dietro lo Sferisterio; il Ricovero di San Martino in via Padre Matteo Ricci; il Centro Missionario; il Foro Annonario; la prima sede della Croce Verde e dell'Avis in via don Minzoni e tanti altri.
Un vero tour storico artistico per scoprire le radici di una città, che nei secoli, sulle tracce del suo patrono, non si è mai chiusa nelle proprie mura.
Il percorso suggerito dall’Azione Cattolica è una proposta per scoprire le radici di una città diventata artisticamente bella, perché da sempre aperta all’ospitalità, come dichiarato dal prof. D’Amico: “Una passeggiata per le vie di Macerata alla scoperta dei luoghi, delle istituzioni e delle persone che nel passato e nel presente si sono occupate e si occupano di accoglienza e assistenza dei più bisognosi. Un’occasione per riflettere su come i maceratesi, fin dal medioevo, pur appartenendo a culture diverse, abbiano volto lo sguardo ai poveri, ai malati, agli orfani, ai vecchi, alle donne, ai bambini e ai forestieri in difficoltà aprendo ospedali, ospizi, orfanotrofi, asili, scuole; gestendo istituzioni caritatevoli come i monti di pietà o frumentari; organizzando associazioni di soccorso e mutua assistenza rendendo la città più bella anche architettonicamente.”.

domenica 18 novembre 2018

Idee in movimento

Anche quest'anno il concorso del Movimento Lavoratori di AC
di Antonella Marino

"Idee in movimento" è il Concorso delle idee del Mlac che, per il tredicesimo anno consecutivo, propone il bando di Progettazione Sociale su Lavoro e pastorale, un'occasione per cimentarsi con una proposta, un progetto in grado di venire incontro ai bisogni di un territorio, di una comunità, di una realtà sociale.
Il concorso, bandito dal Movimento Lavoratori di Azione Cattolica (MLAC), in collaborazione con la Caritas, il Progetto Policoro e l'ufficio nazionale di Pastorale sociale e del lavoro, ha come obiettivi quelli di: “Incentivare forme di collaborazione tra comunità civile ed ecclesiale, favorendo costruzioni di reti sul territorio, incentivare la diffusione della cultura della progettualità, anche sviluppando l’uso di sistemi di condivisione innovativi e di piattaforme digitali e promuovere una cultura dell’imprenditorialità a livello personale e sociale."
Il bando è aperto a tutti, gruppi, associazioni, cooperative, parrocchie, enti diversi che, dopo aver analizzato i bisogni di un territorio, sono chiamati a progettarne il cambiamento attraverso la costituzione di una rete collaborativa tra le realtà del territorio stesso. Il bando, da più di dieci anni, fornisce un piccolo contributo ai progetti vincitori, cosi che si possa innescare la realizzazione di progetti anche importanti e ambiziosi. E' il vostro momento, affinchè i territori si possano sviluppare ulteriormente nel rispetto della dignità di ciascun uomo e del lavoro che esso svolge.

Cose sante in sé

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
Il lavoro, lo studio, lo sbrigare le faccende, l'accudire ai figli sono cose importanti, terribilmente importanti. Più ancora: sono cose sante in sé, perché sono valori umani voluti da Dio a cui io debbo dedicarmi con tutte le mie forze e con tutto il mio pensiero.
Se è vero che la preghiera è amore di Dio, come può questo amore essere escluso da un altro amore di Dio che è fare l'apostolato? Forse che il primo comandamento si mette in lotta con il secondo che pur è simile al primo? Forse che la carità che mi spinge verso il prossimo non mi spinge nello stesso momento verso Dio?
Ciò che chiamiamo apostolato non è amore del prossimo, allore, ma forse agitazione, attivismo, ricerca di sé.
Non dobbiamo disgiungere l'amore di Dio dall'amore del prossimo. Questi due amori debbono essere vissuti assieme e fusi in un tutt'uno.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 334; 13 novembre - Preghiera e vita)