mercoledì 5 settembre 2018

Gioire è ancora di moda?

Don Dino Pirri al cineteatro Excelsior il 6 settembre

Nell'ambito delle manifestazioni che la parrocchia di Santa Croce ha promosso per la ricorrenza dei 50 anni di sacerdozio del parroco don Alberto, occorre segnalare l'iniziativa di giovedì 6 settembre, alle ore 21:15, presso il cineteatro Excelsior di Macerata con una serata dedicata ad un'approfondimento tutto particolare dell'esortazione apostolica "Gaudete et Exsultate" di papa Francesco.
L'iniziativa vedrà l'intervento di don Dino Pirri, parroco della parrocchia Madonna della Speranza di Grottammare, per diversi anni assistente nazionale dell'Azione Cattolica dei Razzi e poi conduttore della trasmissione "Sulla strada" del sabato pomeriggio di TV 2000, scandito da alcuni brani musicali eseguiti dal coro diocesano "Interrato", formatosi intorno all'esperienza di diversi giovani della diocesi coordinati da Maria Chiara Tarulli, attuale responsabile diocesana ACR e sua instacabile animatrice e direttrice.
L'occasione è particolarmente interessante sia per ascoltare dalla stessa voce dell'autore di "Cinguettatelo sui tetti", fortunato volume edito nel 2013 per i tipi dell'editrice AVE sull'inedito connubio tra fede e il social network "twitter", come si possono tradurre le intuizioni e le teorie su un nuovo stile di evangelizzazione nella quotidianità della vita di una parrocchia, sia per interrogarsi sulle concrete modalità di sviluppo di una odierna via alla santità laicale.
Non certo una lezione o una conferenza! 
Piuttosto un dialogo verrebbe da dire "polifonico", tra musica e parole, sull'autentico significato di una vita spirituale nella palude, individualistica ai limiti del nichilismo, della nostra contemporaneità.
L'invito è pertanto esteso a tutti i "cercatori di Dio" della nostra diocesi, a chi con fatica prova a credere, confrontandosi con le contraddizioni di ogni giorno, per "gioire" ancora oggi.

domenica 2 settembre 2018

Paradiso

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Torna l'appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
[...] Fare il Regno significa proprio questo: lavorare, agire per diventare simili a Dio sul modello di Cristo.
E non a chiacchiere, a fatti.
Il Regno avanza tutte le volte che poniamo un fatto concreto come risposta all'Amore che è Dio.
Quando sfamo l'affamato,
quando visito il carcerato,
quando vesto l'ignudo,
quand perdono il nemico,
quando condivido i miei beni,
quando consoli gli afflitti,
quando prego per i ivi e per i morti.
E siccome l'amore vuole l'uguaglianza, noi ameremo Dio con la stessa potenza che Lui ha nell'amore per noi.
È, insomma, il Paradiso.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 266; 1 settembre - Come Dio)

domenica 26 agosto 2018

Nell'amore...

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
[...] Nessuna preghiera è così difficile come l'adorazione dell'Eucaristia. La natura vi si ribella con tutte le sue forze.
Si preferirebbe trasportare sassi sotto il sole. La sensibilità, la memoria, la fantasia, tutto è mortificato. Solo la fede trionfa; e la fede è dura, è buia; è nuda.
Mettersi dinanzi a ciò che ha l'aspetto di pane e dire: "Lì c'è Cristo vivo e vero", è pura fede.
Ma nulla nutre più della pura fede; e la preghiera nella fede è vera preghiera. È l'incontro con Dio al di là della sensibilità, al di là della fantasia, al di là della natura. Ed è qui il primo aspetto dello spogliamento. Fin tanto che la mia preghiera resta ancorata al gusto, saranno facili gli alti e bassi; le depressioni seguiranno agli entusiasmi effimeri. "Occorre spogliare la tua preghiera [...] occorre semplificare, disintellettualizzare. Mettiti davanti a Gesù come un povero: senza idee, ma con fede viva. Rimani immobile in atto di amore dinanzi al Padre. Non cercare di raggiungere Dio con l'intelligenza: non ci riuscirai mai; raggiungilo con l'amore: ciò è possibile".
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 253; 20 agosto - Adorazione)

domenica 19 agosto 2018

Terra che attende l'aurora

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo


Un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
[...] L'aurora non sei tu; tu sei terra che attende l'aurora.
Il tuo Dio è l'aurora, e più tardi l'alba, e più tardi ancora il meriggio. Tu sei terra che attende la luce, tu sei lavagna nera che attende il bianco gesso di quel disegnatore che marcia verso di te col gesso in mano.
Siediti e cerca di rimanere immobile, siediti e cera di sperare.[...]
Non pensare ad altro: Dio è davanti a te. DIo viene a te.
Contemplare non significa guardare ma essere guardàti.
E Lui è là che ti guarda.
E se ti guarda ti ama, e, amandoti, ti dà ciò che cerchi: se stesso.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 248; 15 agosto - Essere guardati)

domenica 12 agosto 2018

Il deserto nella città

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Ancora un appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
A Hong Kong i grattacieli illuminati sembrano diamanti.
Pare impossibile che le cose più brutte diventino così vive e belle investite di luce.
No, non c'è niente di veramente negativo. [...]
Mi ci voleva Hong Kong per farmi dire che anche la città aveva la possibilità del deserto e che anche i grattacieli potevano diventare luminosi come diamanti.
Bastava avvolgerli nel buio della fede, in modo che le luci apparissero come stelle nella notte.
Il deserto lo puoi trovare ovunque, anche in città.
Se sai amare, ciò è possibile.
E' solo un po' difficile.
E non dimenticare che deserto non significa assenza di uomini, ma presenza di Dio.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 241; 8 agosto - Il deserto è ovunque)

domenica 5 agosto 2018

Contempl-attivi

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo


Torna l'appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
A quarant'anni mi trovai a scoprire un'altra realtà e, quasi seza accorgermi, mi trovai a vivere la stupenda avventura del deserto.
Il Sahara è stato per me il vero rifugio dell'anima, il luogo stupendo della contemplazione, l'alcova prediletta dell'intimità con Dio.[...]
Avevo conosciuto l'azione, avevo conosciuto il silenzio della contemplazione, ora Dio mi conduceva a un tempo in cui contemplazione e azione dovevano fondersi in un'unica realtà: la Chiesa.
La Chiesa, nella sua realtà, è nel deserto ed è sulle strade. È nella notte passa a pregare ed è nella tensione dolorosa del mondo chiamato ad essere rigenerato in Cristo Gesù.
La Chiesa, la vera Chiesa, è contemplativa e attiva allo stesso tempo, proprio come contemplativo e attivo è il suo fondatore e modello unico: Gesù.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 239; 6 agosto - Contemplativo e attivo)

lunedì 30 luglio 2018

Strada facendo ... il ritorno a casa

Conclusa l'esperienza di Spello per gli adulti di A.C.

Anche questa esperienza di fraternità e discernimento per adulti nella Casa San Girolamo di Spello, da giovedì 26 a domenica 29 luglio scorsi, si è ormai conclusa, lasciando in ciascuno dei partecipanti il gusto inevitabilmente dolce amaro che sempre si prova alla fine di un momento così bello e significativo per la propria vita personale.
Fedeli all'impegno assunto con quanti hanno partecipato, anche solo alla giornata del sabato, pubblichiamo tutti i materiali dell'esperienza vissuta e le videoregistrazioni delle meditazioni del mattino disponibili sul blog diocesano della formazione "FormAC" perché possano costituire ulteriore contributo alla riflessione ed al contronto nelle associazioni diocesane di riferimento:
- i brani biblici di riferimento;
- le meditazioni di don Ugo (i testi; video 1; video 2; video 3);
- la traccia dell'adorazione;
- il libretto dei canti;
- la scheda del film del sabato.
Guidati, come ormai è tradizione, dal garbo sapiente e dalla tenerezza paterna di mons.Ugo Ughi, già viceassistente generale di AC, gli adulti della nostra diocesi insieme con altri amici provenienti da diverse parti di Italia e non solo, hanno provato a sperimentare la bellezza di fare discernimento sul senso della vocazione laicale, riscoprendo nel battesimo l'origine della chiamata a condividere la stessa missione evangelizzatrice della Chiesa, che costituisce una delle caratteristiche essenziali dell'associazione.
Il percorso si è snodato intorno allo slogan "Strada facendo ... compagni di viaggio" che, richiamando il tema del percorso annuale e il brano del vangelo di Mt 10,7, ha provato a sperimentare "il dinamismo al quale come cristiani siamo chiamati, per un cammino sinodale, al fine di testimoniare e annunciare Gesù", attraverso le meditazioni proposte da don Ugo, la preghiera, la visita alle bellezza sospesa tra arte e fede nel territorio, il confronto, la festa, la visione di un film sul tema del cammino.
Nel pomeriggio di sabato, poi, abbiamo voluto celebrare con gratitudine la figura di fratel Carlo Carretto a trent'anni dalla morte, accompagnati dalla riflessione di Gianni Borsa, giornalista del SIR inviato a Bruxelles, autore del libro, recentemente uscito per i tipi della casa editrice AVE "Carlo Carretto ieri e oggi. Spello e le colline della speranza", per la collana "Guidati dallo Spirito"; con Gianni, attraverso una scelta degli scritti di fratel Carlo abbiamo ricordato la sua testimonianza di vita e la peculiare esperienza della fraternità San Girolamo dove dalla metà degli anni sessanta e fino alla morte Carretto ha svolto un ruolo prezioso di compagno di strada per migliaia di cammini vocazionali e spirituali ispirando oggi l’attività di questo vero e proprio “polmone spirituale”.
Il sentimento di gratitudine non può che estendersi infine a Monica e Giuseppina, e alle loro famiglie, che nel prestare il proprio servizio in cucina hanno contribuito a rinnovare nella concretezza dei semplici gesti di cura quotidiana quell'autentico clima di famiglia che fa dell'eremo San Girolamo la "casa" per tutti gli aderenti di AC.