giovedì 7 maggio 2020

Lontani ma vicini ... insieme a Maria

Due proposte dell'ACR per questo mese di maggio

L'equipe diocesana ACR propone a tutti i ragazzi due modi alternativi per vivere insieme (con il cuore) il mese di Maggio che è appena iniziato. 
Con il primo "CineMaria", si suggerisce un modo diverso di rflettere sulla figura di Maria attraverso dei bellissimi cartoni animati da guardare insieme in famiglia durante i fine settimana; ogni film consente di pensare ad una speciale caratteristica di Maria così come viene descritta nel canto ispirato dal testo di don Tonino Bello: donna della sera e madre del ricordo, con "Coco", donna di frontiera e madre dell'ardore con "Ribelle", donna del presente e madre del ritorno con "Hercules", donna del riposo e madre del silenzio con "Tarzan".
Con il secondo "Lontani ma vicini ... Insieme a Maria", abbiamo pensato a dei consigli per creare un angolo di preghiera personale a partire da un rosario fai da te da costruire insieme!

lunedì 4 maggio 2020

Per una fede mai disincarnata ...

Nella tragedia della pandemia un'occasione favorevole di discernimento

Cristo Velato - G.Sanmartino - 1753
Museo San Severo (NA)
Da un testo di Ludwig Monti, monaco di Bose e biblista, una quanto mai attuale riflessione, a partire dal commento al brano del vangelo di  Marco sull'emorroissa (Mc 5, 25-34), sul bisogno, anche in questo tempo di "distanziamento sociale", di affermare l'insopprimibile esigenza di "contatto" che permea il nostro credere e, in fondo, tutto il nostro essere uomini.
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... E subito Gesù ... si voltò verso la folla dicendo "Chi ha toccato le mie vesti?".
[...] Ancora una volta si manifesta l'attenzione di Gesù all'incontro umano con chi ha di fronte  in quel preciso istante, la sua capacità di amare e di essere amato "in situazione". Solo questo amore reale, non a parole ma nei fatti, si rivela salvifico, capace di riaprire cammini dove ogni strada pareva chiusa. E un amore concreto comporta anche un contatto dei corpi (che è sempre reciproco!): una carezza, un abbraccio, un prendersi per mano, a volte anche un solo sfiorarsi per esprimere reciprocamente la preseza, la gioia di essere insieme e il desiderio di ricomoninciare insieme. Quante volte nei vangeli Gesù tocca, prende per mano, abbraccia... [...]
Forse la domanda seria è se noi desideriamo toccare Gesù, consentendogli così di entrare in relazione con noi. E l'esercizio di tale desiderio richiede, come afferma con frequenza papa Francesco, la disponibilità a "toccare la carne di Cristo nel povero", cioé in chiunque si trova nel bisogno.
"Chi mi ha toccato?". La fede cristiana non è e non può ma essere disincanata, eterea, stoltamente intellettuale. In tal caso, si ridurrebbe ad una parodia gnostica della vita secondo il Vangelo: quella vita umana che nasce, cresce e declina sempre in un corpo, chiamato a diventare, per chi ne è consapevole, corpo di Cristo, nel mirabile metabolismo eucaristico. Usare con intelligenza e passione tutte le risorse del nostro corpo: questo è fare veramente eucaristia, rendendo grazie a Dio per essere stati creati e salvati in Cristo. E rendendogli grazie nel corpo, nostra primaria inserzione nel mondo, sede dei nostri pensieri, affetti, passioni, desideri ...
Si cita spesso il celebre aforisma di Friedrich Nietzsche "C'è più ragone nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza". Ma bisognerebbe continuare la lettura de testo: "E chi sa mai per che cosa il tuo corpo ha bisogno proprio della tua saggezza?". Chi sa mai se, grazie a un sapiente uso del toccare ed essere toccati, non impararemo a stare meglio al mondo?
(Ludwig Monti - Le domande di Gesù - ed. San Paolo 2019)

domenica 3 maggio 2020

L'impossibile diventa possibile

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Torna l'appuntamento con i pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
Dio non è mai assente dalla nostra vita, non può esserlo, "in Lui siamo e ci muoviamo". Ma quali sforzi per ridurre ad abitudine queste verità! Quali atti di fede per imparare a navigare nel mare di Dio ad occhi chiusi e con la convinzione che se anche affondiamo, affondiamo in Lui, nel divino eterno Presente. Fortunato colui che impara a vivere questa navigazione "in Dio" e che sa rimanere sereno anche quando la tempesta imperversa [...]
Davide conobbe questa drammatica navigazione e la sua anima fanciulla pare divertirsi nel battersi contro lo strapotere di Golia armato solo della sua debolezza.
Quanto è meraviglioso questo quadro in cui il fanciullo con cinque pietre vince il gigante! Ma il fanciullo "vive nel suo Dio" e sa che è sul suo Dio che pone al fiducia e quindi sull'invincibile. E l'impossibile diventa possibile, e Golia è atterrato metre Davide a quel ricordo canterà per tutta la vita.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 140; 3 maggio - Essere bambini)

domenica 26 aprile 2020

Il Regno

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Un nuovo appuntamento con i pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
Il Regno risponde al bisogno che c'è in ciascuno di noi di vedere, di ascoltare, di servire il Re che è Dio stesso.
Man mano tu maturi le cose dello spirito, la terra si riduce ad essere segno e si fa strada la ricerca di ciò che essa rappresenta: la Persona stessa di Dio.
Dal momento che il Regno è la nostra eredità e il nostro destino, solo la gioia ha motivo di dominare la nostra vita.
Il Regno è la risposta ad ogni desiderio, è la giustificazione di ogni attesa, è la pienezza di ogni conquista.
È la sazietà.
Non stupiamoci quindi se per arrivare a suo possesso ci tocca sudare o camminare a lungo.
Non meravigliamoci della purificazione a cui siamo tenuti prima di mettere piede sulla sua soglia.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 131; 26 aprile - Il Regno)

sabato 25 aprile 2020

25 aprile

Una storia di lotta e d'amicizia.
(Daniela Meschini) 

Con il rammarico per non aver potuto vivere insieme l'evento che con cura l'AC diocesana in collaborazione con l'ANMIG aveva preparato per i 75 anni della Liberazione, vogliamo onorare comunque la ricorrenza con una delle storie che, grazie alla competenza ed alla pasione della nostra socia Daniela, abbiamo potuto conoscere.  
La storia di Livio Cicalè si intreccia con quella di un altro martire della Resistenza, Giuseppe Biagiotti. I due ragazzi si conoscevano dall’infanzia: entrambi nati in famiglie disagiate, avevano coltivato il loro rapporto d’amicizia all’interno dell’orfanotrofio maschile di Macerata, retto da Don Primo Fratini. 
Nel settembre del 1943, Livio era un allievo finanziere della Guardia di Finanza mentre Giuseppe doveva presentarsi per il servizio militare. Entrambi decisero di non rispondere alla chiamata alle armi della neonata Repubblica di Salò e confluirono dapprima nel gruppo partigiano della zona di Montenero di Cingoli, poi nel gruppo “201 Volante” del Tenente Emanuele Lena, detto “Acciaio”. La strategia di lotta partigiana del gruppo consisteva in colpi di mano, basati sul fattore sorpresa, con azioni mirate e fulminee. 
Livio Cicalé
Il 15 aprile del 1944, i due giovani, Livio e Giuseppe, parteciparono ad un’azione che aveva l’obiettivo di catturare un noto gerarca fascista maceratese, tendendogli un’imboscata sulla strada di ritorno a Macerata. L’attacco era stato studiato nei minimi particolari, ma qualcosa andò storto. Alcuni fascisti riuscirono a sfuggire ad un posto di blocco e diedero l’allarme. Ben presto, i partigiani furono attaccati da un folto numero di fascisti, con una potenza di fuoco schiacciante. 
Nell’intensa sparatoria che ne seguì, Giuseppe fu raggiunto da una raffica di mitragliatrice alla gamba, che lo fece cadere a terra. Il suo amico, Livio, resosi conto dell’accaduto, anziché ripiegare, accorse in suo aiuto, mentre era esanime a terra in una pozza di sangue. Si rifiutò di lasciarlo lì, se lo caricò sulle spalle per riprendere il cammino e cercar riparo al di là del fiume Chienti, ma i due non riuscirono mai a guadarlo, furono catturati e condotti alla caserma Corridoni di Macerata. 
Dalla sera del 15 aprile al successivo 17 aprile, per i due giovani partigiani furono ore di sevizie e di martirio, ma nulla rivelarono dei loro compagni. La mattina di lunedì 17, persistendo nel loro ostinato mutismo, i due vennero tradotti al campo di internamento di Sforzacosta, dove vennero fucilati. 
Livio aveva chiesto di morire abbracciato all’amico, ma la richiesta non fu accettata. Il comandante del plotone d’esecuzione ordinò ai due di scavarsi da soli la fossa. Avevano da poco compiuto 19 anni.

domenica 19 aprile 2020

Sentire la Sua Presenza

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Mosaico del Centro Aletti presso il
santuario di San Giovanni Rotondo
Torna l'appuntamento con i pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
Non vedo più il fantasma che mi ero costruito di Dio e cerco solo di sentire la sua Presenza.
E mi basta.
E la sento ovunque anche se avvolta in un immenso, sublime, rude mistero.
Ora che ho capito, mi proibisco - pensando a Dio - ogni disegno, ogni immagine, ogni fantasticheria e mi accontento di pensarlo come il Reale che mi circonda e in cui sono immerso.
E il Reale è lì che mi guarda con la sua Forza, con la sua Bellezza, la sua Logica, la sua Trasparenza e si impone con tre parole che non posso cancellare, pur con tutta la mia diabolica razionalità: la Vita, la Luce, l'Amore.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 128; 23 aprile - Tre Persone)

domenica 12 aprile 2020

La legge della salvezza

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Ancora un appuntamento con i pensieri di Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
Gesù ha vinto il male superando la tentazione di farlo, ha distrutto la morte iniettando nella morta l'amore.
In poche parole, davanti al male Gesù combatte e lo vince in se stesso, davanti alla morte l'accetta e la trasforme in martirio.
Gesù morendo d'amore ridà all'umanità la pace e ristabilisce l'armonia nell'universo intero.
Semrerebbe quasi un nulla ma è tutto, soprattutto è il principio della salvezza che è stabilito dal suo modo di agire.
Dopo di lui gli uomini continueranno a fare il male, i popoli a morire, ma  stabilita la legge della salvezza.
Uomo, questa è la tua salvezza.
Distruggi il male dentro di te, matura il tuo martirio.
Sarà lungo il cammino ma ti sarà dato tutto il tempo per realizzarlo.
Se non ti basterà la terra ci sarà il tuo Purgatorio, il tuo deserto, ma ci arriverai.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 117; 12 aprile - La legge della salvezza)